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Per
il V secolo a. C. le testimonianze archeologiche di Arezzo etrusca sono
notevoli. Di particolare importanza e bellezza le terracotte
decorative dei templi trovate a più riprese a Piazza S. Jacopo e nei
suoi pressi. Esse rivelano “l'originalità ed il vigore, per quei
antichi tempi, della coroplastica aretina ” (G. Maetzke). La lavorazione
dell'argilla sia a livello artistico che industriale
costituì la principale attività aretina dal sec. V a. C. al 1 sec. d.
C.
Ma
accanto a questa attività un'altra vi fu e notevolissima: “ la lavorazione
del bronzo, se alla fine del VI secolo o al principio del V potè
essere prodotta un'opera d'arte celeberrima quale è la Chimera, senza
dubbio parte di un grandioso gruppo votivo ” (M. Pallottino).
Non
solo lavorazione d'arte ma metallurgia industriale e a questo proposito è
suggestivo notare che nei secoli VI-V-IV a. C. l'espansione politica,
commerciale e culturale degli Etruschi nell'Italia settentrionale fu così
grande da diffondere in Germania (fino al Mare dei Nord ed al Baltico) la
loro scrittura (dalla quale derivarono le rune tedesche) ed oggetti
metallici. E siccome nella diffusione di questi è probabile che Arezzo
avesse il primo posto è anche probabile che la voce tedesca “ erz ”
(= metallo) derivi da “ Arezzo ” (Arretium - Arrizi - èrizi - erz)
(G. Bonfante).
(continua)
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