Storia di Arezzo Etrusca (5° Parte)

 
              Etruschi - Arezzo Etrusca - L'Ipogeo Etrusco di Cortona  
 

L'Ipogeo Etrusco di Cortona

 

Per il V secolo a. C. le testimonianze archeologiche di Arezzo etrusca sono notevoli. Di particolare importanza e bellezza le terracotte decorative dei templi trovate a più riprese a Piazza S. Jacopo e nei suoi pressi. Esse rivelano “l'originalità ed il vigore, per quei antichi tempi, della coroplastica aretina ” (G. Maetzke). La lavorazione dell'argilla sia a livello artistico che industriale costituì la principale attività aretina dal sec. V a. C. al 1 sec. d. C. 

Ma accanto a questa attività un'altra vi fu e notevolissima: “ la lavorazione del bronzo, se alla fine del VI secolo o al principio del V potè essere prodotta un'opera d'arte celeberrima quale è la Chimera, senza dubbio parte di un grandioso gruppo votivo ” (M. Pallottino).

Non solo lavorazione d'arte ma metallurgia industriale e a questo proposito è suggestivo notare che nei secoli VI-V-IV a. C. l'espansione politica, commerciale e culturale degli Etruschi nell'Italia settentrionale fu così grande da diffondere in Germania (fino al Mare dei Nord ed al Baltico) la loro scrittura (dalla quale derivarono le rune tedesche) ed oggetti metallici. E siccome nella diffusione di questi è probabile che Arezzo avesse il primo posto è anche probabile che la voce tedesca “ erz ” (= metallo) derivi da “ Arezzo ” (Arretium - Arrizi - èrizi - erz) (G. Bonfante).  

(continua)