Il Libero Comune |
Il Libero Comune (Parte 1°) Tratto da "immagine di Arezzo" di Monsignor Angelo Tafi
Se
è vero che “ nel momento in cui il consolato diventa un'istituzione
permanente allora si può dire che è nato il Comune ” si può affermare
che ad Arezzo il Comune nacque prestissimo. Dodici
anni dopo gli aretini dettero il primo ringhioso assalto al potere
temporale vescovile simboleggiato dal castello del Pionta: assalto e
conseguente distruzione per il rifiuto opposto dal vescovo (e dai
canonici) a trasferirsi in città. E il trasferimento significava, è
evidente, sottomissione almeno parziale del vescovo al potere popolare. La
mossa però era stata troppo precoce: il pontefice Pasquale Il nell'aprile
1111 scrisse all'“ universitas arretinorum ” invitando tutti ad
obbedire ed a permettere al vescovo di ritornare in sede; ma il maggior
offeso, Enrico V, non si accontentò di una lettera. Il 26 dicembre 1111
lasciò Firenze ed il giorno dopo era già ad Arezzo. La potenza del suo
esercito e l'aiuto dei fedeli dell'Impero che stavano dentro la città
fecero cadere quasi subito Arezzo nonostante le massicce mura e le alte
torri.
(continua)
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