Il Libero Comune

     
 

 
   
   
     

 

Il Libero Comune (Parte 1°)

Tratto da "immagine di Arezzo" di Monsignor Angelo Tafi 

 

Se è vero che “ nel momento in cui il consolato diventa un'istituzione permanente allora si può dire che è nato il Comune ” si può affermare che ad Arezzo il Comune nacque prestissimo.

  Stando infatti ai documenti finora conosciuti la prima città ad avere i consoli fu Pisa nel 1081; seguirono Biandrate (1093); Asti (1095), Milano (1097) e Arezzo (1098). Siena li ebbe nel 1125 e Firenze ancor più tardi.

 

Dodici anni dopo gli aretini dettero il primo ringhioso assalto al potere temporale vescovile simboleggiato dal castello del Pionta: assalto e conseguente distruzione per il rifiuto opposto dal vescovo (e dai canonici) a trasferirsi in città. E il trasferimento significava, è evidente, sottomissione almeno parziale del vescovo al potere popolare. La mossa però era stata troppo precoce: il pontefice Pasquale Il nell'aprile 1111 scrisse all'“ universitas arretinorum ” invitando tutti ad obbedire ed a permettere al vescovo di ritornare in sede; ma il maggior offeso, Enrico V, non si accontentò di una lettera. Il 26 dicembre 1111 lasciò Firenze ed il giorno dopo era già ad Arezzo. La potenza del suo esercito e l'aiuto dei fedeli dell'Impero che stavano dentro la città fecero cadere quasi subito Arezzo nonostante le massicce mura e le alte torri.

                                                                                                                                                 (continua)