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Arezzo Romana (Parte 2°)
Questi
domati tentativi di rivolta antiromana ci rendono molto perplessi sulla
spontaneità della eccezionale offerta aretina fatta nel 205 all'esercito
romano per l'ultimo attacco a Cartagine diretto da P. Cornelio Scipione.
Assai
di più e meglio questa offerta ci testimonia sulla potenza di Arezzo.
Basta fare un paragone tra quello offerto da altre città etrusche e
quello offerto da Arezzo: Caere dette frumento e viveri, Populonia ferro,
Tarquinia tele per le vele, Volterra grano, Perugia, Chiusi e Roselle
dettero legname; Arezzo, da sola, fornì: “tremila scudi, altrettanti
elmi, giavellotti corti, aste lunghe, giavellotti tutti di ferro, in ugual
numero per ciascuna specie fino a raggiungere la somma di 50.000; e scuri,
zappe e falci, gabbioni e macine quante ne occorrevano per 40 navi da
guerra; e 120.000 moggi di frumento (il moggio romano corrisponde a litri
8,7) e viveri per i decurioni e per la ciurma” (Tito Livio 28, 45).
(continua)
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