Dopo
la vittoria di Zama (202 a. C.) fermenti antiromani in Arezzo non ci
furono più. La romanizzazione progrediva implacabile, aiutata dalla
fondazione di colonie romane in Etruria. Allo scoppio della tremenda
guerra sociale (91 a. C.) le popolazioni etrusche, a differenza di
quelle italiche, rimasero fedeli a Roma: e nell'89 a.
C. ebbero la cittadinanza romana. Durante la sciagurata guerra
civile, Arezzo, insieme a gran parte dell'Etruria, si schierò con Caio
Mario contro Cornelio Silla. E nell'82 a. C. il console Papirio Carbone, capo del partito democratico,
battuto a Faenza, riparò nella nostra città; e pure su Arezzo ripiegò
il console Norbano battuto presso Chiusi da Pompeo.
Circa
100.000 morti costò la guerra civile e tra le città più martoriate
dalla vendetta di Silla fu Arezzo: smantellata e saccheggiata, requisite
e date ai sillani
le fabbriche di ceramica e le fonderie, eseguite espropriazioni di ogni
genere, dato inizio alla triste politica della distribuzione delle terre
ai veterani contro i diritti degli antichi proprietari.