Arezzo Romana

 

 

 

   
 

L'Anfiteatro Romano

 

 

 

Arezzo Romana (Parte  4°)

I poveri “Arretini veteres” videro impiantare nella loro città e nella loro terra una colonia di veterani sillani: detti “Arretinifidentiores”. Forse non era la prima (pare che Tiberio Sempronio Gracco avesse già dedotto ad Arezzo una colonia nel 133 a. C.) ma certo era la prima a così onerose condizioni.

La vecchia Arezzo sarebbe scomparsa per sempre se M. Tullio Cicerone con la sua orazione Pro Caecina non avesse perorato la causa di Arezzo e di Volterra.

Il sottosuolo della città conserva ancora le rovine della distruzione sillana dell'81 a. C.; ad essa sono da attribuire probabilmente taluni scarichi di materiale vario rinvenuti in diverse parti della città ma specialmente quell'enorme scarico ritrovato oltre le mura a nord della città vicino al tratto del muro laterizio scavato dal Pernier. Dopo la rappresaglia sillana ci fu la ricostruzione e a questa il Fatucchi riferisce un terzo impianto urbanistico il cui cardine massimo è dato dalla direttrice Via delle Gagliarde  Via Fontanella  Piaggia di S. Lorenzo  Via Pellicceria e di cui sono visibili pure decumani minori superstiti in talune vie attuali.

                                                                                                                                                               (continua)