Arezzo Romana

 

 

 

   
 

L'Anfiteatro Romano

 

 

 

Arezzo Romana (Parte  7°)

Supremi magistrati del municipio erano i Duoviri iuredicundo: rinnovati ogni anno (da luglio a luglio) erano eletti dal popolo nei comizi dei mese di marzo. Esercitavano il potere esecutivo ed in parte anche quello giudiziario, civile e penale, ed avevano i privilegi e gli onori dell'eponimato, della toga praetexta, della sella curulis e dei fasci privi di scure.

Gli altri due magistrati importanti ma inferiori ai Duoviri erano gli Aediles (= duoviri aedilicìa potestate) che si occupavano delle vie, degli edifici sacri e pubblici, della politica annonaria, dei mercati, delle terme. Varie erano le cariche minori (curatores, segretari, archivista) e numerosi i banditori e le guardie.

Il territorio municipale aretino era vastissimo: più ampio di quello della nostra provincia e uguale a quello dell'antica diocesi aretina che non è difficile ricostruire: dal Tevere all'Arbia e all'Ombrone, da Certignano nel Valdarno fino all'Orcia. 1 centri più importanti del territorio erano detti “pagi”; i più piccoli “vici”. Le autorità locali, i cosidetti “magistri pagi” o “magistri vici” dipendevano da quelle centrali.

Si è detto delle industrie cittadine; per quanto riguarda i prodotti agricoli si può ricordare come Plinio il Vecchio menzioni l'ottimo grano “ siligo ” della Valdichiana e Plinio il Giovane l'ottimo vino dal nome etrusco di “talpona”.

                                                                                                                                                              (continua)