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Arezzo Romana
(Parte 11°)
Verso
la metà del III secolo Arezzo aveva già una cristianità organizzata e
proprio durante la persecuzione di Decio, la prima persecuzione
organizzata con metodo ed estesa a tutto l'Impero, nel 250, subirono il
martirio i protomartiri aretini Lorentino
e Pergentino: la loro sepoltura era posta lungo il Castro circa mezzo
chilometro fuori Porta S. Lorentino e la loro memoria veniva celebrata il
3 giugno.
Nella seconda metà del III secolo, come avvenne anche per Chiusi e per
Firenze, Arezzo diventò sede vescovile e perciò capoluogo di una vasta
diocesi che ricalcava i confini del municipio romano.
Al
primo vescovo San Satiro (270?
285?) successe San Donato (285? 304) attivissimo nella predicazione del
Vangelo nella vasta diocesi e morto martire per decapitazione il 7 agosto 304 durante la più grave di tutte le persecuzioni, quella di
Diocleziano. Venne sepolto al Pionta e sulla sua tomba, veneratissima, il
successore Gelasio fece costruire una “memoria martiriale”: nella
celebrazione liturgica del suo martirio, il 7 agosto, l'antica chiesa
aretina gli associava il ricordo di altre vittime della stessa
persecuzione, tutti autentici martiri aretini assai venerati nel passato: Ilario
o Ilariano, Antimo, Fortunato, Merenziano, Asterio, Lucillo e Albino.
(continua)
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