Col V secolo la conversione al cristianesimo degli abitanti della
città può dirsi terminata e viene potenziata al massimo
l'evangelizzazione delle campagne e l'organizzazione in distretti
plebani del territorio diocesano.
Arezzo è una delle poche città italiane che possegga l'elenco sicuro
dei suoi vescovi (le altre città sono Roma, Napoli, Lucca, Ravenna,
Bologna, Reggio Emilia, Aquileia, Sabiona, Trento, Verona, Brescia,
Milano, Pavia, Novara e Vercelli) ma non è facile assegnare date
approssimative ai loro episcopati. Si può dire soltanto ' che nello
sfacelo delle invasioni barbariche cominciate nel V secolo i vescovi,
anche ad Arezzo, divennero tra le popolazioni diminuite e smarrite i “
defensores civitatis ”. Il Papa Leone Magno, probabilmente di origine
aretina, riuscì nel 452 a fermare Attila sul Mincio ma nel 455
Genserico (come già Alarico nel 410) saccheggiò Roma.
La
deposizione dell'ultimo imperatore romano d'occidente operata da Odoacre
nel 476 ha un valore simbolico. Il mondo antico è finito!
In
queste condizioni l'occupazione dell'Italia da parte di Teodorico
e dei suoi Ostrogoti nel 488 fu un bene: per un poco almeno si
ebbero più ordine e la pace. Nel VI secolo
tutto parve sprofondare durante i diciotto anni della terribile guerra gotica (535-553) e benché lo storico Procopio non
ricordi Arezzo, una non documentata tradizione riportata dagli eruditi
aretini del passato parlava della distruzione della città ad opera di
Totila in guerra contro Narsete al tempo del vescovo Cassiano.