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Ricostruzione della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci |
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Nella temporanea esposizione presso
il Palazzo
della Battaglia, Museo delle Memorie e del Paesaggio nella Terra di
Anghiari, è narrata
una atipica modalità di studio, un approccio verso i manufatti artistici che
inizia dall’abilità delle mani, inseguendo il desiderio di comprendere di più,
di farci comprendere di più. Le
tematiche. Lo studio approfondito dell’anatomia
umana; la simbologia della tradizione cristiana che si trova contrapposta e
sovrapposta con quella della Roma pagana; la “riscoperta” della tecnica “a
fresco”, difficile ed unica nelle sue caratteristiche
intrinseche. La mano e la mente.
È il sapere delle mani,unito a
quello dello studio, che qui è proposto. Tecniche antiche che scoprono valori
altrimenti non sospettati. Il contemporaneo dualismo del Sapere e del Saper
Fare, qui non presente, ci dà un nuovo livello di lettura e di conoscenza, non
unico e insostituibile, ma affiancabile alla tradizione del
sapere. La realizzazione.
La perdita dell’artigianalità nella
pittura, fa perdere a sua volta il contatto “vero” con gli oggetti, con la
rappresentazione. Qui, la narrazione delle vicende costruttive del “nuovo”
affresco, fanno intendere la difficoltà di realizzare. Realizzare
rappresentazioni, quindi, senza perdere il contatto con la manualità, tanto
cara, quanto necessaria, agli artisti di un tempo che fu. In questo vi è lo spunto per
riflettere sulla complessità, estrinseca dal soggetto “Leonardo”, della forma mentis nell’epoca della rinascenza delle
arti. Antonio De Vito ci ha condotti qui. Ragionando e Realizzando, Realizzando e Ragionando.
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