|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
20 dicembre '05 - Un anno con Emergency |
||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
Gennaio. Un centro di cardiochirurgia a Khartoum. Una sanità qualificata, accessibile, accompagnata da una forte dose di umanità e soprattutto gratuita: questa è l’idea di sanità che noi di Emergency affermiamo e concretamente realizziamo in tutti i nostri ospedali, questa la convinzione che ci ha spinti a concepire un progetto “visionario”, l’apertura di un grande Centro di cardiochirurgia in Sudan, nel cuore dell’Africa. Il Centro di cardiochirurgia di Khartoum, già in fase avanzata di realizzazione, è stato il filo conduttore dell’impegno di Emergency nell’arco di tutto il 2005. Concepito come Centro regionale di Cardiochirurgia, è destinato a servire dieci Paesi africani: oltre il Sudan anche Eritrea, Etiopia, Kenya, Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centro Africana, Ciad, Libia, Egitto. Il Centro fornirà assistenza chirurgica su base esclusivamente gratuita, senza alcuna discriminazione politica, ideologica, etnica o religiosa; si chiamerà “Salam – Pace”, sarà operativo nella seconda metà del 2006 e potrà eseguire circa 1500 interventi all’anno. Febbraio. Emergency Usa. Dal 14 febbraio 2005 Emergency è ufficialmente una realtà anche negli Stati Uniti d’America. Già da alcuni anni erano stati avviati contatti con università americane per presentare il lavoro di Emergency. Ne era derivato un interesse sempre crescente, che si è recentemente concretizzato nella nascita di una nuova associazione, dal nome clonato di «Emergency», ufficialmente registrata come Ong (sorry: Ngo) presso le autorità statunitensi. In un paese dove 47 milioni di cittadini non hanno la possibilità di accedere a cure mediche ribadire che il diritto ad una sanità gratuita e di buon livello è uno dei diritti fondamentali dei cittadini del mondo ha suscitato molto spesso dibattiti vivaci e più consensi che non ci aspettassimo. L’università di Harvard, in particolare, ha proposto un’affiliazione, in pratica una partnership operativa tra Emergency e l’Harvard Humanitarian Institute, recentemente creato per mettere a disposizione di progetti umanitari la competenza scientifica della prestigiosa università bostoniana. È concreta la prospettiva di coinvolgere direttamente, nelle attività di Emergency “sul campo”, medici, infermieri e professionisti americani in numero crescente. Marzo. Sri Lanka, dopo lo tsunami. Emergency decide di ricostruire il villaggio di Punochchimunai, completamente distrutto dallo tsunami che il 26 dicembre 2004 ha causato quasi trecentomila morti nel sud-est asiatico. Il nuovo centro abitato sarà pronto dopo circa un anno e sarà formato da 133 case, quante sono le famiglie della comunità. Ogni casa sarà dotata dei servizi necessari: pozzo e torre dell’acqua, energia elettrica, allacciamento alla rete fognaria. Il villaggio sarà dotato inoltre di una scuola materna e di un centro sanitario, destinato a servire anche alcuni centri vicini. Per assicurare l’autosufficienza economica alle famiglie, Emergency fornirà inoltre 66 canoe da pesca, una ogni due famiglie, 33 imbarcazioni a motore, una ogni quattro famiglie, e le reti per la pesca. Il progetto prevede anche la fornitura di materiale scolastico per 193 bambini del villaggio in età scolare, la ricostruzione delle strade e la costruzione di un centro destinato alla vita sociale della comunità. I fondi per la realizzazione del progetto, 1,2 milioni di euro, sono stati interamente raccolti da migliaia di persone, aziende e istituzioni che hanno scelto di affidare a Emergency il loro impegno di solidarietà. Aprile. Ripudio della guerra. «Salvare le future generazioni dal flagello della guerra» è lo scopo per il quale l’ONU veniva istituita nel 1945. La Costituzione della Repubblica Italiana, nel 1947, stabiliva il «principio fondamentale» che «L’Italia ripudia la guerra». Per rendere il ripudio concreto nella realtà della politica italiana, nel 2003 Emergency aveva raccolto 137.319 firme e presentata una legge d’iniziativa popolare che prevedeva, tra l’altro, di escludere interventi di militari italiani all’estero e di vietare produzione, commercio, introduzione e transito nel territorio italiano di armi biologiche, chimiche, nucleari, di mine antiuomo, di bombe a grappolo (cluster bomb) di munizioni all’uranio impoverito. Il 12 aprile la proposta di legge viene respinta alla Camera. Il 25 aprile migliaia di persone sfilano a Roma e a Milano dietro gli striscioni di Emergency “L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA. LA CAMERA NO.” Maggio. Consegna di due ospedali in Iraq. Dopo dieci anni di attività, dopo aver curato 343.457 pazienti e aver eseguito 23.345 interventi chirurgici, Emergency ha consegnato il primo maggio 2005 i due Centri chirurgici di Sulaimaniya (con i suoi 14 Fap) e di Erbil (con i suoi 8 Fap), ai rispettivi governi regionali. L’abbiamo sempre detto: l’obiettivo finale di Emergency è diventare superflua. Nella pratica di tutti i giorni questo significa realizzare strutture permanenti, adeguarle costantemente ai bisogni della popolazione, lavorare al fianco degli operatori locali per formarli, per renderli autonomi. Questo vuol dire trasferire le nostre conoscenze e competenze, soprattutto mediche e infermieristiche ma anche tecniche, organizzative, gestionali, amministrative. Insomma, crescere con gli operatori locali e permettere loro di crescere. Emergency rimane comunque presente in Iraq con il Centro di Riabilitazione e reinserimento sociale di Sulaimaniya, dove, fino a giugno 2005, sono state realizzate e applicate 3879 protesi per i feriti di guerra e da mina e dove, dopo l’operazione, 542 pazienti hanno seguito corsi di formazione professionale che hanno reso possibile il reinserimento sociale. A questo scopo Emergency ha inoltre favorito e sostenuto la nascita di 107 cooperative che tuttora si basano sul lavoro di centinaia di persone che sono state curate nei nostri centri e hanno ricevuto una protesi. Giugno. Howard Zinn a Roma. Giovedì 23 giugno presso l’Auditorium di Roma, il più importante storico americano vivente Howard Zinn e Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency, tengono un’affollata conferenza sul tema: “LA GUERRA GIUSTA”. Guerra giusta, Guerra preventiva, Missione di pace, Intervento umanitario: indecenti eufemismi per non chiamare guerra la guerra. Ma le conseguenze non cambiano: distruzione, miseria, morte, terrore, che si abbattono sulla popolazione civile. Nelle centinaia di conflitti, molti ignorati o dimenticati, dopo la Seconda Guerra mondiale, la quota delle vittime civili ha superato il 90% (il 97% in Sudan) delle vittime totali. Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli Stati. Luglio. Un centro pediatrico Nicaragua. In Nicaragua per fare una radiografia, un esame, un pap test, addirittura per un intervento chirurgico d’urgenza, bisogna comprarsi tutto, anche i fili di sutura. Basta fermarsi pochi minuti davanti a qualsiasi ospedale per essere fermati da mamme disperate che, con un foglio in mano, cercano di mettere insieme quattro soldi per comprare sciroppi o antibiotici da portare a figli o parenti ricoverati. Come sempre sono i bambini le prime vittime di una simile “Sanità”: basta un’influenza per morire, in Nicaragua. Da qui è nata l’idea di avviare quanto prima un centro pediatrico. La sede forse c’è già: si tratta dell’ex ambasciata italiana che, burocrazia permettendo, potrebbe esserci affidata. Intanto un architetto e un logista di Emergency hanno raggiunto Managua per fare rilievi su questo edificio e formulare un primo progetto circa il suo nuovo impiego. L’apertura del centro è prevista nella seconda metà del 2006. Agosto. Un impianto TC per l’Afganistan. Nell’ospedale di Emergency, a Kabul, viene installato e reso funzionante un impianto di “tomografia computerizzata” (molti la chiamano “Tac”). Per dieci giorni i tecnici specializzati liberano dagli imballi e montano pazientemente il contenuto di 25 casse arrivate dal’Italia. Poi viene installato il software, collaudato il funzionamento dell’impianto. Alla fine è tutto pronto, l’apparecchio funziona e può essere usato per il primo paziente. Si chiama Zamaray, ha 22 anni e ha riportato un grave trauma cranico in un incidente stradale. La TC rivela un ematoma che comprime il cervello e va evacuato immediatamente. L’intervento, rapido ed efficace, è eseguito da Marco Garatti, chirurgo e responsabile di Emergency in Afganistan. La TC, un impianto di ultima generazione, installato secondo gli standard dei grandi ospedali europi, è l’unica in Afganistan accessibile gratuitamente dalla popolazione. E’ indispensabile in traumatologia e potrà salvare molte vite. Settembre. Il Convegno nazionale. Dal 30 settembre al 2 ottobre si è tenuto a Orvieto il Convegno Nazionale di Emergency, appuntamento annuale giunto alla quarta edizione, per gli oltre quattro mila volontari dell’organizzazione umanitaria che operano in tutte le principali località italiane. Obiettivo: fare il punto sulle iniziative umanitarie di Emergency nel mondo e sul costante lavoro dei volontari italiani per sostenerle, attraverso la raccolta fondi e le iniziative di sensibilizzazione a favore delle vittime dei conflitti e per l’abolizione della guerra. Con l’occasione Emergency scopre un nuovo amico: si tratta dell’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, che saluta l’apertura del convegno parlando sul tema "La Costituzione e i valori. Il diritto alla Pace e la Pace nel diritto". Ottobre. Due progetti per l’Italia. Emergency lancia un programma di attività umanitarie anche in Italia. Il 10 Novembre viene sottoscritto un Protocollo d’intesa con il Provveditorato per l’Amministrazione Penitenziaria del Lazio, che segna ufficialmente l’avvio del nostro Progetto Carcere. Il Protocollo prevede, per un periodo sperimentale di un anno, la possibilità per Emergency di condurre propri volontari - specialisti medici e paramedici - all’interno dei due grandi Istituti della capitale, Rebibbia Nuovo Complesso. e Regina Coeli. La modalità degli interventi è affidata a intese dirette con la Direzione degli Istituti. L’obiettivo: fornire farmaci, presidi speciali, protesi, facilitare ricoveri per interventi nelle strutture pubbliche esterne, sollecitandone la disponibilità o provvedendo alla ricerca di soluzioni alternative. Nella realizzazione di questo programma Emergency fa tesoro, tra l’altro, di anni di esperienza accumulata in Afganistan (soprattutto a Kabul) e in altri Paesi, dove abbiamo aperto nostre cliniche nelle carceri e curato migliaia di pazienti detenuti. Intanto si lavora anche a un secondo intervento umanitario per l’Italia: l’apertura a Palermo di un ambulatorio poli specialistico per i migranti. Chi si rivolgerà all’ambulatorio potrà ricevere farmaci e cure in via del tutto gratuita e non sarà tenuto a fornire documenti o a mostrare alcun permesso di soggiorno. Novembre. Un centro sanitario pediatrico alle porte di Khartoum. Novembre. Emergency ha aperto alle porte di Khartoum un Centro sanitario Pediatrico per assistere la popolazione del campo profughi di Mayo, tra i più grandi di tutto il Sudan. Allestito e condotto interamente da Emergency, il Centro si trova all’interno del campo in località Angola, dove vivono oltre 200.000 persone appartenenti a 24 tribù diverse, di cui il 50% di età inferiore ai 14 anni. La struttura opera sia da ambulatorio medico che da pronto soccorso. L’affluenza al Centro è stata molto forte, sin dal primo giorno di apertura dell’ambulatorio: basti pensare che in 7 giorni sono stati visitati e trattati circa 300 bambini, a dimostrazione della carenza di servizi sanitari di cui soffre la popolazione del campo. Dicembre. Afganistan: un milione di pazienti. Raccogliendo i dati e le statistiche delle attività nel 2005, abbiamo scoperto che a fine novembre (cioè in 6 anni, da quando nel dicembre 1999 ha avuto inizio l’attività ad Anobah, nel Panshir) Emergency ha curato oltre 1 milione di persone solo in Afganistan (popolazione: 22 milioni). Feriti di guerra o vedove, prigionieri o traumatizzati, donne gravide o bambini vittime delle mine (il 36% delle vittime da mina sono stati bambini sotto i quattordici anni!)… nei tre centri chirurgici, nel centro di maternità, nei 23 posti di pronto soccorso e cliniche sparse sul territorio, nelle 5 cliniche interne alle carceri, Emergency ha potuto occuparsi direttamente di tante persone che, oltre alla guerra, hanno conosciuto la «politica dell’amicizia». Con i nostri volontari e con i nostri sostenitori, che hanno reso possibile questo traguardo, condividiamo l’impegno perché sia soltanto una tappa. In Afganistan continua la guerra. Deve continuare la solidarietà. A tutti gli amici della carta stampata, delle radio, delle televisioni, dei siti internet e degli altri media che ci hanno seguiti nel corso di questi dodici mesi, Emergency augura un felice 2006. Lavoriamo ancora insieme, come abbiamo già fatto. Uniamo il nostro impegno per la verità e per la pace! Per ulteriori informazioni: Nicola Milillo, press@emergency.it Tel. 02-86316.372, Cell. 335-470.471 |
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|
|