Uomini Illustri di Arezzo

 

San Donato

     
 

San Donato - Pagina 3

 
   
   
     

San Donato

La figlia dell’imperatore Teodosio, era invasata da un demone. Fu condotta da S. Donato che le disse: “Esci spirito immondo e cessa di dimorare in un corpo creato da Dio!” E il de­mone: “Dammi modo di uscire e un luogo dove andare”. E Donato: “Donde sei venuto?” E il demone: “Dal deserto”. E il santo: “Ritorna là”. E il demone: “Vedo in te un segno che spira fuoco contro di me: dammi modo di andarmene e me ne andrò”. E Donato: “Ecco, puoi an­dartene: torna donde sei venuto”. Tutta la casa tremò dalle fondamenta e il diavolo se ne andò.

Un tale era condotto alla sepoltura quand’ecco che sopravvenne un uomo, con un foglio in mano, e affermando di essere creditore di duecento soldi che aveva prestato al morto, si oppose a che tale seppellimento avvenisse. La vedova si recò in lacrime da S. Donato e gli narrò come quest’uomo avesse da tempo ricevuto l’intera somma. Allora il santo andò dove era stata deposta la bara, prese la mano del defunto e gli disse: “Ascoltami!” Rispose il morto: “Ti sento”. Disse il beato Donato: “Levati e cerca di sistemare i tuoi affari con quest’uomo che si oppone alla tua sepoltura!”. Il morto si alzò dimostrò in presenza a tutti che aveva pagato il debito, strappò il foglio che il falso creditore teneva in mano, poi disse a S. Donato: “Fa che riprenda il mio sonno!” E quello: “Figlio, riposa in pace!”.

In quel tempo accadde che per tre anni consecutivi non cadesse una goccia di pioggia onde ne venne una si terribile carestia che gli infedeli si recarono dall’imperatore Teodosio e gli chiesero la morte di Donato accusandolo di arti magiche. Allora Donato uscì di casa, si mise in preghiera e subito cadde una pioggia abbondante che inzuppò le vesti degli astanti lasciando all’asciutto solamente il santo.

Più tardi, quando i goti invasero l’Italia e molti cristiani rinnegavano la loro fede, il prefetto Evadraciano fece imprigionare i santi Donato e Ilario che gli avevano rimproverato la sua apostasia. Gli ordinò di sacrificare a Giove; poi, infuriato per il loro rifiuto, ordinò che Ilario fosse battuto fino all’ultimo sangue e che Donato fosse chiuso in carcere e poi decapitato.