Uomini Illustri di Arezzo |
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Masaccio |
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MasaccioContemporaneo
di Paolo di Dono (Paolo Uccello) fu Tommaso di Ser Giovanni di Monte Cassai, detto
Masaccio, che nacque a San Giovanni Valdarno nel 1401. Come
quelle di Paolo Uccello e Piero della Francesca, le sue figure sembrano,
per la prima volta nella pittura, muoversi nello spazio e sono ispirate ad
un realismo trasfigurato e suggestivo. Anche
Masaccio è nella schiera dei grandissimi. Nella Chiesa del Carmine a
Firenze si possono ammirare gli splendidi suoi affreschi
che ornano la Cappella Brancacci. Cominciò l’arte nel tempo che Masolino da Panicale lavorava nel
Carmine di Fiorenza la cappella de’ Brancacci, seguitando sempre quando
e’ poteva le vestigie di Filippo e di Donato, ancora che’ l’arte
fusse diversa, e cercando continuamente nell’operare di far le figure
vivissime e con bella prontezza, alla similitudine del vero. E tanto
modernamente trasse fuori degli altri i suoi lineamenti e il suo
dipingere, che l’opere sue sicuramente possono stare al paragone con
ogni disegno e colorito VASARI Masaccio
nacque il 21 dicembre 1401 a Castel San Giovanni in Valdarno, da Ser
Giovanni di Simone, notaio, e da Monna Jacopa di Martinozzo, entrambi
giovanissimi e destinati a morire assai giovani. Il 7 gennaio 1422 appare
iscritto all’Arte dei Medici e degli Speziali; nello stesso anno,
probabilmente, iniziò l’affresco della Sagra nel Chiostro del Carmine,
perduto, ma di cui resta memoria in alcuni disegni cinquecenteschi, di cui
uno dello stesso Michelangelo. Le tappe della vita e dell’opera di
Masaccio sono le seguenti: nel 1424 è iscritto nella Compagnia di San
Luca; il 19 febbraio riceve la commissione per una grande tavola da
eseguire nella Cappella del notaio Ser Giuliano Colino degli Scarsi da San
Giusto nella Chiesa del Carmine a Pisa; nel 1427 inizia con molta
probabilità l’affresco rappresentante la Trinità nella Chiesa di 5.
Maria Novella a Firenze; il 29 luglio dello stesso anno appare in una
denuncia al catasto, insieme con il fratello Giovanni detto lo Scheggia;
tra il 1427 e il 1428 porta avanti gli affreschi della Cappella Brancacci
nella Chiesa del Carmine a Firenze già iniziati nel 1424 in
collaborazione con Masolino; nell’autunno del 1428 muore a Roma, non
ancora ventisettenne. Masaccio
fu il grande innovatore della pittura quattrocentesca e più che Masolino
furono suoi maestri l’antico, Donatello, Brunelleschi, Nanni di Banco.
Dalle eleganze del gotico internazionale in cui muove ancora Masolino,
egli giunge ad una severa espressione dello spazio e della figura umana
nello spazio, ad un rapporto tra valori morali e valori ambientali, non
solo in virtiui dell’applicazione delle regole della prospettiva e della
funzione della luce sul colore, ma soprattutto per effetto di una
costruzione interiore che muove dai personaggi e crea intorno ad essi
l’ambiente. Il distacco dalla pittura precedente è sostanziale e
profondo. A Masaccio guarderanno, e alla sua forza di sintesi, i più alti
rappresentanti della pittura di ogni tempo. Il Vasari mette in valore il
senso di “modernità” delle sue opere, l’abilità nel volgere alla
prospettiva la semplicità essenziale delle sue realizzazioni. |