Uomini Illustri di Arezzo |
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Luca Signorelli |
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Luca SignorelliLuca
Signorelli. Nacque a Cortona neI 1450 e a Cortona morì nel 1523. Artista
ricco di fantasia, fu uno dei più notevoli del primo Rinascimento. Subì
l’influsso di Piero della Francesca, del quale fu anche allievo. La sua
arte è caratterizzata da potente plasticità e dinamismo, I suoi nudi
poi, di particolare perfezione e bellezza classica, precorrono
Michelangelo. Sono
celebri fra le opere di Luca Signorelli, soprattutto gli affreschi del
Duomo di Orvieto, La Flagellazione
conservata a Milano nella Pinacoteca di Brera, e il «San Giorgio»
custodito a Londra. Luca
viveva, come riferisce il Vasari, splendidamente, si compiaceva di vestire
bene, suscitando sempre somma venerazione. In vecchiezza, carico di onori
e stimato da tutti, se ne andò a vivere a Cortona, per riposare. Ma
avvezzo com’era alle fatiche artistiche non poteva nè sapeva stare
ozioso, e così dipingeva con l’entusiasmo dei suoi anni migliori. Nella
Sagrestia della Cura, a Loreto, l’affresco della Conversione
di S.
Paolo, dimostra bene i modi drammatici del suo linguaggio plastico ed
energico, simile e insieme profondamente diverso da quello pollaiolesco,
per il volume dei corpi visti di scorcio entro la luce obliquamente
violenta e radente. Si è pensato in proposito a relazioni con la pittura
ferrarese rappresentata da Ercole de’ Roberti. Dopo
essere stato a Roma, dove esegui (1481) il Testamento
di Mosè nella Cappella Sistina, aiutato da Bartolomeo della Gatta,
dipinse ancora numerose altre opere importanti, prima di condurre i
celebrati affreschi della Cappella di S. Brizio, nel Duomo di Orvieto,
figuranti Scene del Giudizio Finale.
Si tratta di una epopea dantesca grandiosa e tragica, che soltanto
Michelangelo saprà rivivere e proseguire evocando un mondo eroicizzato.
Il groviglio dei dannati immaginato dal Signorelli, grande disegnatore,
esibisce valori di una drammaticità già cinquecentesca. Nella
Vita del Signorelli redatta dal Vasari, il biografo aretino indica nel
pittore cortonese colui che aperse le vie dell’ultima “perfezione”
dell’arte. Ed è toccante l’episodio dell’incontro tra il Vasari,
fanciullo di otto anni, e il Signorelli ormai assai vecchio, avvenuto in
Arezzo in casa del Vasari stesso.
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