Arezzo Etrusca

"...O testimone di tre imperi, dinne
come il grave umbro ne' duelli atroce
cesse a l'astato velite e la forte
Etruria crebbe..."
 

G. Carducci da "Odi Barbare", Alle Fonti del Clitumno.

  Arezzo Etrusca

 

 
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Arezzo Etrusca   (Per la storia dettagliata fare riferimento alle immagini)

 

La fondazione di Arezzo, da collocarsi verso la fine del secondo millennio avanti Cristo, avvenne certamente per mano delle popolazioni villanoviane. In seguito, con la penetrazione in Italia centrale degli Umbri (Indoeuropei della cultura del carro da guerra), il primitivo villaggio di capanne crebbe fino a divenire una città. Successivamente Arezzo entrò nella sfera d’influenza degli Etruschi, incrementando il proprio prestigio e potere fino ad entrare a far parte della "Lega dei Dodici Popoli" della quale fu una della dodici lucumonie. Dal IX al V secolo a.C., si assiste ad una progressiva crescita in importanza di Arezzo che diviene il nodo economico più importante per gli scambi commerciali tra le città toscane e la lega etrusca della Padania.

Alla fine del VI sec. a.C. risalgono le testimonianze archeologiche del centro urbano, la futura Arretium dei romani ma di cui non ci è mai giunto il vero nome etrusco. Testimonianza di questo splendore è l’acropoli di S. Cornelio, collina limitrofa al colle di S. Donato, poche ma significative le tracce rimaste in città: brevi tratti di mura, resti di una necropoli sul Poggio del Sole, i due celebri bronzi della Chimera e della Minerva ( V e III sec. a.C.) rinvenuti nel Cinquecento, vasi di bucchero, ceramiche greche di importazione (cratere di Euphronios).

 Dopo la decadenza delle città costiere etrusche, causata dall’espansione della flotta greca di Siracusa, l’occupazione sannita delle città etrusche campane, l’invasione della Padania da parte dei Galli e la disastrosa guerra di Veio contro Roma, Arezzo rimane tra le città etrusche più importanti, sviluppa una fiorente attività di trasformazione del bronzo ed estende la sua sfera di influenza sulle limitrofe popolazioni umbre. Verso la fine del IV secolo a.C., Arezzo Chiusi e Perugia (definite da Tito Livio "Capitae Etruriae") sono alla testa di una guerra antiromana. Sconfitta nel 311 a.C., Arezzo subì l’occupazione di Roma, che vi fondò una colonia nominata successivamente Arretium Vetus, la parziale distruzione del centro abitato e la deportazione degli abitanti in una zona limitrofa di più agevole controllo. Attorno al III sec. a.C. la città, divenuta etrusco-romana, incrementa ancora il suo sviluppo. Alleatasi con Roma nella lotta contro l’invasione dei Galli Senoni, accoglie stabilmente un presidio militare romano, divenendo per circa due secoli grazie alla sua posizione strategica sulla via Cassia, il fulcro dell’espansione di Roma verso l’Italia settentrionale. Obbligata a fornire aiuti militari a Roma durante la terza guerra punica Arezzo contribuisce con enormi quote di armamenti e vettovagliamento.

(Introduzione del dr. Stefano Porcellotti)