Storia di Arezzo Etrusca (3° Parte)

 
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Le Mura di Castelsecco

 

Col sec. V Arezzo divenne capoluogo di una delle dodici lucumonie unite da solidarietà religiosa e politica nella          “ confederazione dei dodici popoli ” (Veio, Caere, Tarquinia, Vulci, Rusellae, Vetulonia, Volsinfi, Clusium, Perugia, Cortona, Arezzo e Volterra). Secondo taluni studiosi l'antica lucumonia aretina comprendeva anche Fiesole e Pistoia.

Nello stesso sec. V Arezzo ebbe la sua prima cinta muraria sulle collinette dette poi di S. Donato (Fortezza) e di S. Pietro (Cattedrale). Ma su di essa tutto è problematico perché a proposito dei tratti di mura di pietra esistenti nella parte alta della città (Via Sassoverde: Istituto Thévenin; Piazza di Murello: sotto il Seminario; a monte di Via Montetini e di Via Albergotti; a nord delle attuali mura del Prato) non è stato sicuramente stabilito (eccetto che per il tratto a nord delle mura del Prato) se si tratti di mura etrusche riutilizzate in epoca medioevale o di mura altomedioevali-medioevali. Se fossero veramente etrusche si potrebbe supporre, col Fatucchi, che nel sec. V a. C. la cinta di Arezzo avesse la forma abbastanza regolare di un quadrilatero rettangolo alquanto allungato, racchiudente le sommità dei due colli, con un agevole e razionale adattamento delle forme naturali del paesaggio e con un perimetro di circa 1500-2000 m.

(continua)