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Lo
spessore dell'anima tutta in mattoni crudi è di m. 4,30 ma con il
rivestimento in mattoni cotti raggiungeva certamente i cinque metri. Con
la costruzione di questa terza cinta muraria detta “ la cinta
laterizia ” A. Fatucchi ha messo in relazione un nuo
vo impianto urbanistico del quale ha cercato di raccogliere tracce e
reliquie specialmente nella zona a nord della città, intorno
all'attuale Via Pietramala.
Per
la ragione già detta (ininterrotta continuità di vita) poco rimane e
poco conosciamo dell'Arezzo etrusca. Questo poco lo riassumo così: sui
colli della Cattedrale e della Fortezza la città dei vivi, verso est,
verso l'alba; sulla più bassa altura dei Poggio del Sole, verso ovest,
verso il tramonto, la città dei morti, la necropoli. Una via quasi
diritta (che passa sotto la Pieve e sotto S. Francesco) portava dalla
città dei vivi a quella dei morti varcando il Castro su di un ponte.
Dagli
inizi del III secolo a. C. a guardia di questa città (un resto
imponente di edificio etrusco è venuto in luce da poco presso la
Fortezza: è un tempio o un fortilizio?) hanno stanziato in maniera
fissa da due a quattro legioni romane. Cioè da circa 10.000 a circa
20.000 soldati.
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