Santa Maria della Pieve |
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Il Libero Comune (Parte 4°) La
lotta al potere feudale non conosce soste: nel 1194 il grande monastero
di Torrita è distrutto ed i monaci benedettini costretti a trasferirsi
in città. Nel 1203 Innocenzo 111 comanda al vescovo Amedeo di
trasferire in città la sede vescovile, la canonica e la chiesa
cattedrale. Con
questa vittoria cominciò per Arezzo uno dei secoli più belli della sua
storia quasi trimillenaria: il secolo
XIII. L'accresciuta
popolazione è la necessità di difendere i borghi che si erano formati
nel secolo precedente imposero la costruzione della sesta cinta muraria:
venne iniziata nel 1194, terminata, anche se non in maniera completa,
nel 1200. Nello stesso anno venne sistemata la “platea
Communis ” cioè l'attuale Piazza Grande: ma allora molto più
grande di come la vediamo oggi il perimetro della nuova cinta era di
circa 2850 metri; il suo percorso a ovest, sud e sud-est è indicato
dalla Via Garibaldi; sugli altri lati corrisponde suppergiù a quello
delle mura cinquecentesche che ancora oggi si vedono. Secondo il Pasqui
13 erano le porte che vi si aprivano: porta San Clemente, San Lorentino,
dei Lodomeri, porta Nuova, del Borgo, San Giustino, Colcitrone o
Crocifera, Montebóno, San Donato, S. Angelo, San Biagio, di Stufo, di
Pozzòlo. (continua)
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