Il Libero Comune

     
 

Campaldino

 
   
   
     

 

Il Libero Comune (Parte 7°)

Intensa la vita militare: ogni anno, a primavera, era la guerra: guerra di difesa contro gli attacchi dei grandi Comuni vicini (Firenze, Siena, Perugia, Città di Castello), guerra di conquista contro i comunelli e le piccole signorie del contado o contro i detti grandi Comuni vicini. L'espansione del territorio comunale già cominciata nel sec. XII, a partire dal 1143, prosegue senza sosta nel sec. XIII (nel 1207 venne conquistato il castello di Montoto nel Valdarno; nel 1209 Verghereto si sottomette; nel 1214 è sottomessa Castiglion Aretino; nel 1216 si sottomette Capolona; nel 1226 Caprese; nel 1242 Montecchio; nel 1255 molti castelli dei Valdarno e Pieve S. Stefano; nel 1256 Capraia e Pontenano; e nel 1258 è conquistata Cortona; nel 1266 si sottomettono Monterchi e Lippiano; nel 1269 Marzano; nel 1270 Ambra; nel 1272 Laterina, nel 1281 Raginopoli, Lierna, Partina e Corezzo).

  Intensa la vita religiosa: grandi i vizi, gli odi, le passioni, ma grande anche nei buoni e nei convertiti la fede, lo zelo religioso, la penitenza. Nel secondo decennio del secolo compaiono in città i primi Francescani; nel terzo decennio i Domenicani; verso la metà del secolo, nel 1257, fondano il loro convento gli Agostiniani mentre i Serviti a questa data l'avevano già fondato. Nuovi ordini religiosi, nuove bellissime chiese, associazioni laiche anche con qualche tinta clericale, meravigliosi anche se poco conosciuti santi come il B. Benedetto Sinigardi o, sul finire del secolo, la Beata Giustina.

Intensa la vita culturale: la fiaccola dei sapere e della cultura che ad Arezzo, come si è detto, mai si spense nemmeno nei secoli dell'Alto Medioevo, durante H sec. XIII brillò intensamente. Arezzo dette vita ad uno degli “ studi generali ” (o Università) tra i più precoci d'Italia e d'Europa. Cominciò a prosperare fin dai primi del secolo e negli anni tra il 1215-r220 vi venne ad insegnare il più grande giurista del tempo, Roffredo di i Benevento, trasferendosi ad Arezzo da Bologna. Egli definì Arezzo di allora “città nobile e cortese” e fatta pur grande parte alla retorica queste parole devono significare qualcosa. Con l'Università Arezzo ebbe pure la vita goliardica ed il suo “quartiere latino” che si trovava nei pressi di S. Pier Piccolo.

(continua)