Il Libero Comune

     
 

 
   
   
     

 

Il Libero Comune (Parte 9°)

La stessa Pieve ci conserva bellissime sculture romaniche: la Madonna nella lunetta della porta centrale, l'archivolto con le raffigurazione dei mesi, l'Adorazione dei Magi all'interno; e uno stupendo crocifisso dipinto su tavola da Margarito d'Arezzo.

  Questo autentico maestro documentato nel 1262 ed attivo nella seconda metà del sec. XIII, ebbe nel corso dei secoli una fama eccezionale che, piuttosto maltrattata dai critici moderni (il Salmi pur stimandolo non mancante di fascino parla di pittura arcaicizzante e di cromatismo alquanto cupo!) è stata di recente rivendicata in pieno da A. M. Maetzke che gli ha anche assegnato questo Crocifisso.

  Dopo Cimabue Margaritone appare la personalità più dotata della pittura toscana. Grande anche la scultura lignea romanica fiorita ad Arezzo.

  La stagione gotica ci ha dato le chiese di S. Domenico, di S. Francesco, della Cattedrale (le altre sono state ricostruite o trasformate) ma ci aveva dato anche due grandi palazzi: quello dei Comune (iniziato nel 1232) e quello dei Popolo (iniziato nel 1278) abbattuti per non impedire in alcun modo la Fortezza medicea. E inoltre tante altre costruzioni minori e opere scultoree e pittoriche tra il sec. XIII ed il sec. XV.

  Intensa 1íttività economica: si moltiplicano gli scambi con le città vicine specie con Firenze, si fonda l'Universitas mercatorum, sorgono e si organizzano le varie Arti. Arezzo nel sec. XIII è piena di vita, di giostre, di tornei prima che sulla città piombi la sventura del 1289.