La Storia di Arezzo a cura del dott. Stefano Porcellotti

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Arezzo è una città straordinariamente antica, ha la stessa età di Ninive o di Assur, è più vecchia di Uxmal, Tenochtitlàn o Alessandria d’Egitto e, fatto importantissimo, ha continuato ad essere abitata ed a rivestire una certa importanza dalle origini fino ai nostri giorni. 

La Preistoria ad Arezzo
Preistoria Gli Etruschi I Romani
I Secoli Bui
I Vescovi Conti Il Libero Comune
La Repubblica La Dominazione Fiorentina Dai Lorena all'Unità d'Italia
 

La  longevità di Arezzo è sicuramente legata alla sua particolare collocazione geografica, ubicazione di grande importanza per i collegamenti fra la pianura Padana e l’Italia peninsulare e fra Adriatico e Tirreno.

Effettivamente il colle di S. Donato (296 s.l.m.), da sempre il fulcro dell’abitato di Arezzo, è situato in favorevole posizione alla sinistra del fiume Arno, al margine sudorientale di una vasta pianura su cui si aprono il Casentino verso nord, il Valdarno Superiore verso ovest, la Valdichiana verso sud, l'alta Valtiberina verso est. Vallate che costituiscono agevoli collegamenti verso le aree collocate ai quattro punti cardinali.

La fondazione di Arezzo, da collocarsi verso la fine del secondo millennio avanti Cristo, avvenne certamente per mano di popolazioni villanoviane. In seguito, con la penetrazione in Italia centrale degli Umbri (Indoeuropei della cultura del carro da guerra), il primitivo villaggio di capanne crebbe fino a divenire una città.

 

Alcune date

 
 

321 a.C.

Arezzo, con Cortona, Chiusi e Perugia, stipula una tregua d’armi con Roma, dopo aver visto declinare la propria fortuna davanti alla crescente espansione della potenza romana; la tregua d’armi durerà fino al 294 a.C., anno in cui, assieme alle città sorelle, stringe con Roma un trattato di alleanza.

294 a.C.

I Galli Senoni stringono d’assedio la città; un esercito romano, inviato in soccorso degli Aretini, viene sconfitto dai Galli, sotto le mura della città. Arezzo confermerà poi la sua fedeltà a Roma, fornendole efficace aiuto durante la seconda guerra punica e diventando sicura città di confine tra il territorio della Repubblica e quello degli Italici ancora indipendenti. Trasformata in municipio al tempo della guerra so­ciale, Arezzo parteggiò per Mario e fu punita per questo da Silla.

49 a.C.

Cesare, poco dopo il passaggio del Rubicone, a mezzo del tribuno Marco Antonio occupa Arezzo, che sotto l’impero resterà colonia annessa alla tribù Pomptina.

392 d.C.

La fede cristiana si diffuse presto in Arezzo e contò confessori e martiri; nel 392, durante la persecuzione di Giuliano, viene martirizzato il vescovo S. Donato, che sarà scelto a protettore della diocesi aretina.

750 ca.

Sotto il dominio dei Longobardi e dei Marchesi di Toscana, la diocesi di Arezzo, ricca e vasta, ebbe donazioni e privilegi.

1098 d.C.

Arezzo subì le vicende delle lotte comunali contro il Feudalesimo, con relative devastazioni e distruzioni; il Comune aretino neI 1098 elegge i suoi primi consoli, affiancati da quaranta « boni homines », dieci per ogni quartiere.

Sec. XIII

Guidato dai vescovi-conti, che portavano assai più volentieri la spada del pastorale, il Comune di Arezzo allarga sempre più il suo dominio, si scontra con le città limitrofe, conquista nel 1258 Cortona, sconfigge nel 1287 a Pieve del Toppo i Senesi, che con i Fiorentini avevano assediato la città.

1289 d.C.

Nella piana di Campaldino,il giugno del 1289, i Ghibellini aretini, in una memorabile battaglia, vengono sconfitti dai Guelfi fiorentini, tra le cui file militava anche Dante, che ricorderà Il fatto d’arme nella Divina Commedia.

1312 d.C.

Dopo la sconfitta di Campaldino esplosero violente le rivalità tra le più potenti famiglie cittadine che si divisero, l’anno 1307, nelle due fazioni dei Verdi e dei Secchi.

Guido Tarlati della fazione dei Secchi, nel 1312, viene eletto Signore a vita; egli cinge di nuove mura la città, ne risolleva la fortuna e porta il Comune a nuovo splendore, conquistando molti castelli.

Sec. XIV

Purtroppo le rivalità intestine non cessarono; la città, nel 1337, venne ven­duta una prima volta a Firenze e fu poi preda di varie compagnie di ventura: nel 1354 dei mercenari di Fra Moriale, nel 1368 di quelli di Giovanni Acuto, nel 1381 della soldataglia di Alberico da Barbiano. Infine la città fu nuovamente venduta, per 40 mila formi d’oro, a Firenze da Enguerrand de Coucy e perdette definitivamente la sua autonomia.

Sec. XV-XVI

Nel corso di questi due secoli Arezzo tenterà più volte di insorgere: la prima volta neI 1408, nel 1431 guidata da Niccolò Piccinino, nel 1502, nel 1529-30, ma sempre invano.

 Sec. XVII-XIX

In questi secoli Arezzo ha solamente importanza locale, quieta anche se non doma. Di notevole rilievo sul piano storico la sollevazione del 1799 contro i Francesi, che vennero cacciati dalla città, da Cortona e dal contado. La reazione popolare però viene domata nel sangue dai Francesi.

Nel sec. XIX le sorti di Arezzo furono legate a quelle di Firenze e del Granducato di Toscana, fino all’annessione al Regno dl Vittorio Emanuele II.