La Paleontologia nel Territorio Aretino: "La Presenza dell'Uomo"
Lungo il torrente Vingone, nei pressi di Arezzo, sono stati rinvenuti reperti attribuibili al Mesolitico, periodo che coincide approssimativamente con la fine della glaciazione di Wurm (12.000 anni fa) ed arriva approssimativamente a 7.000 anni fa. Altri manufatti dello stesso periodo sono stati scoperti nell'immediata periferia della città lungo il torrente Castro in località Carcerelle ed a Castelsecco. Sono purtroppo soltanto scoperte sporadiche e, ad oggi, non è stata identificata e studiata nessuna stazione mesolitica nel territorio di Arezzo. Lo stesso dicasi per il periodo Neolitico (dal 5.000 a. C. fino a circa al 2.500 a. C.). |
La Paleontologia nel Territorio Aretino: "La Presenza dell'Uomo"
Arezzo è una città straordinariamente antica e, fatto importantissimo, ha continuato ad essere abitata ed a rivestire una certa importanza dalle origini fino ai nostri giorni. Questa notevole longevità è sicuramente legata alla sua particolare collocazione geografica, ubicazione di straordinaria importanza per i collegamenti fra la pianura Padana e l’Italia peninsulare e fra Adriatico Tirreno. Effettivamente il colle di S. Donato (296 s.l.m.), da sempre il fulcro dell’abitato di Arezzo, è situato in favorevole posizione alla sinistra del fiume Arno, al margine sudorientale di una vasta pianura su cui si aprono il Casentino verso nord, il Valdarno Superiore verso ovest, la Valdichiana verso sud, l’alta Valtiberina verso est. Vallate che costituiscono agevoli collegamenti verso le aree collocate ai quattro punti cardinali. Gli stanziamenti preistorici in area aretina, testimoniati dal ritrovamento di reperti attribuiti al Paleolitico medio ed inferiore ( strumenti litici di Venere, cranio dell’Olmo ), divengono in epoca assai remota insediamenti stabili identificabili con la definitiva posizione della città di Arezzo. |