La Paleontologia nel Territorio Aretino: "Importanza dei giacimenti fossiliferi di Arezzo"

 

D'altra parte, il nostro Paese assume un ruolo di importanza non minore anche per quanto concerne la stratigrafia dei sedimenti continentali del tardo Cenozoico. E noto, infatti, come fin dal secolo scorso sia stata istituita in Italia un'unità cronostratigrafica, il Villafranchiano (da Villafranca d'Asti in Piemonte), per indicare l'arco di tempo durante il quale si verificò in tutta l'Europa la sostituzione della fauna a Mammiferi arcaica con quella di tipo attuale. E poiché la successione stratigrafica del Villafranchiano corrispondeva ad un tempo piuttosto lungo (superiore a 2 milioni di anni) si rendeva necessario suddividerla, dal punto di vista paleontologico, in almeno 6 cosiddette "unità faunistiche" denominate - dalla più antica alla più recente - Triversa, Montopoli, Saint-Vallier, Olivola, Tasso e Farneta. Con la sola eccezione di quella francese di Saint-Vallier, quindi, anche le unità faunistiche villafranchiane sono state istituite su stratotipi italiani e, salvo quella della Triversa (che prende il suo nome da un fiume della zona di Villafranca d'Asti), prettamente toscani: Montopoli, infatti, è nel Valdarno inferiore, mentre Olivola è in Val di Magra, il Tasso nel Valdarno superiore e Farneta nella Val di Chiana.

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La Paleontologia nel Territorio Aretino: Omoterio (Homotherium crenatidens)

 
   
   
     

La Paleontologia nel Territorio Aretino: Omoterio (Homotherium crenatidens)

 

Molto simile al genere rusciniano Machairodus, l'Omoterio visse ed acquistò vasta diffusione nel Villafranchiano e nel Pleistocene medio dell'Eurasia, dell'Africa e del Nordamerica. A partire dall'inizio del Pleistocene medio, comunque, in Europa e in Africa la specie divenne sempre più rara, e soltanto in Inghilterra una popolazione relitta ha potuto persistere fino all'ultima glaciazione. Alto circa 1 m al garrese e lungo quasi 2 m, l'Omoterio aveva la taglia di un Leone ed era quindi più grande del Megantereo. Rispetto a quest'ultimo, d'altra parte, esso aveva un cranio meno raccorciato, canini superiori dai bordi anteriore e posteriore taglienti e crenulati, arti più lunghi (con avambracci caratteristicamente allungati e muscolosi) e piedi corti e plantigradi. I canini inferiori avevano taglia meno ridotta, permettendo così all'animale di mordere anche nel modo consueto dei Felini in generale. I denti ferini erano dotati di lame sottili e taglienti. A differenza del Megantereo, che ebbe un areale di distribuzione più mediterraneo, l'Omoterio si spinse anche in latitudini più settentrionali. Si è potuto stabilire che, almeno nel Nordamerica, esso predava cuccioli di Mammuth. Non risulterebbe, in ogni caso, che sia mai stato cacciato dall'Uomo.