La Signoria dei Tarlati da Pietramala |
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La Signoria dei Tarlati da Pietramala(Per la storia dettagliata fare riferimento alle immagini) L'ascesa di Guido Tarlati, della potente "casa" ghibellina dei Pietramala ( nel 1312 vescovo, nel 1321 signore a vita), risolleva la città dalla sconfitta di Campaldino ed avvia nei primi decenni del Trecento un nuovo, intenso periodo di sviluppo. Sull’onda delle riconquiste e degli ingrandimenti territoriali si procede ad un ulteriore ampliamento della cinta muraria verso la pianura di SO; a lavori ultimati, le mura civiche racchiudono una superficie di 107 ettari. A Guido Tarlati succede nella signoria il fratello Pier Saccone (1327), con il quale inizia un rapido processo di decadenza; nel 1337 la città viene ceduta una prima volta a Firenze, che porta al potere la parte guelfa. Recuperata l’indipendenza e falliti diversi tentativi di instaurare un governo signorile, si giunge tra il 1376 ed il 1384 ad una prolungata crisi politica, durante la quale la città è ripetutamente messa a sacco. Nello stesso 1384, nuovamente ceduta a Firenze dal condottiero Enguerrand de Coucy per 40 mila fiorini d’oro e definitivamente legata alle sorti della "dominante", Arezzo perde, assieme all’indipendenza, gran parte della sua autonomia culturale ed artistica. Spinello Aretino (1346 ca.-1410) è l’ultimo artista locale a lavorare in città nella seconda metà del Trecento; nel corso del secolo successivo l’ambiente culturale aretino è dominato da personalità di formazione fiorentina, che lasciano una precisa impronta anche nell’architettura cittadina, in fase di passaggio dallo stile gotico a quello rinascimentale. |
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