Arezzo Romana

"...di' come sovra le congiunte ville
dal superato Cimino a gran passi
calò Gradivo poi, piantando i segni
fieri di Roma."

Alle Fonti del Clitumno, G. Carducci da "Odi Barbare".

 
 

 

 
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Arezzo Romana  (Per la storia dettagliata fare riferimento alle immagini)

 

Divenuta Municipium Arezzo, durante le guerre civili si schiera dalla parte di Mario contro Silla. Anche dopo questa guerra la città fu parzialmente distrutta e Silla vi stanziò una parte dei suoi veterani che edificarono la colonia "Arretium Fidens".

  La distribuzione di terre ai veterani spinse anche Caio G. Cesare ad istituire colonie in Toscana: ad Arezzo "Arretium Julium" e "Sena Julia", la futura Siena. 

Grazie alla massiccia immigrazione, Arezzo crebbe di importanza sotto il dominio Romano. In epoca Augustea con i suoi centomila abitanti è la terza città d’Italia, dopo l’area di Napoli-Pompei e Roma. La città romana conosce in questa epoca la prima, notevole espansione verso la pianura sul versante sud della collina: sono ampliate le mura, sorgono l’Anfiteatro ( II sec., unico edificio pubblico sfuggito alle successive distruzioni barbariche), il teatro, le terme. In città si diffonde l’industria della "terra sigillata": i vasi corallini prodotti dai vasai aretini si diffondono fino agli estremi confini dell’impero (India). Testimone di tale importanza è la presenza a fianco di Cesare Ottaviano Augusto, dell’aretino Gaio Cilnio Mecenate (68 ca.-8 a.C.),discendente dei lucumoni di Arezzo. In veste di primo ministro e consigliere dell’imperatore, Mecenate darà grande impulso all’ attività economica ed artistica.

 

(Introduzione del dr. Stefano Porcellotti)