Arezzo Romana

 

 

 

   
 

Gaio Giulio Cesare

 

 

 

 

Arezzo Romana (Parte  13°)

Ma dal II secolo Arezzo stava decadendo: le ragioni di questa decadenza si possono vedere in quella crisi generale che cominciò a travagliare l'Impero (non era certamente buon segno che Traiano sia stato costretto a istituire un curator rei pubblicae cioè un commissario di nomina imperiale per il controllo della finanza comunale) ma più precisamente nel crollo della massima industria aretina, quella della ceramica a vernice rossa (a causa della concorrenza della ceramica della Gallia) e nell'allontanamento da Arezzo della più grande arteria del traffico quando nel 123 Adriano fece aprire la “direttissima” Chiusi Firenze cioè la Cassia Nova o Adrianea. La popolazione calò ed il primato sulle città della Toscana passò a Firenze che divenne sede, con la riforma amministrativa di Diocleziano, del “corrector” cioè del governatore regionale. E questa regione per Arezzo non era più la VII della riforma di Augusto ma la VI (Tuscia annonaria e Umbria cisapperminica) della riforma di Diocleziano.

                                                                                                                                                              (continua)