Le Invasioni Barbariche |
Arezzo nell'Alto Medioevo Tratto da "immagine di
Arezzo" di Monsignor Angelo Tafi Quando Arezzo verso la fine del VI secolo o agli inizi del VII cadde definitivamente sotto i Longobardi la popolazione rimasta (si calcola che dai 30.000 del tempo di Traiano fosse scesa a poche migliaia) si era arroccata sul Poggio di S. Donato cioè sulla collina della Fortezza. Ciò risulta con sicurezza non soltanto dai documenti dei secoli IX-XI ma anche dalla “ Passione dei Santi Lorentino e Pergentino ” risalente al sec. VI o, al massimo, al VII; quando ci parla della sepoltura data ai corpi dei due santi lungo il Castro ci dice che essi furono deposti “non longe a civitate Aretina, fere mille passus, prope fluvium qui dicitur Castrum”: dunque circa 1400 metri, la distanza che intercorre tra il Prato e la chiesetta dei SS. Lorentino e Pergentino. Fino
al secolo XII Arezzo rimase sul colle di San Donato e la distruzione di
tutto ciò che si trovava in questa zona della città per ordine di
Cosimo I per costruirvi la Fortezza medicea e le annesse “carbonaie”
fu per la storia della città un'irreparabile sventura. La quarta cinta
muraria di Arezzo, la cinta barbarica, che evidentemente sfruttava
tratti delle antiche mura e che venne resa più efficiente al tempo
della forte ripresa di Arezzo nei secoli X-X1, aveva un perimetro di
circa 1600 metri e passava a circa 20 m. a nord delle mura attuali,
scendeva a sud verso la chiesa di S. Croce, passava a monte di Via di
Colcitrone e di Via Pescioni e quindi correva ad est di Via Borgunto e
di Piazza Grande per dirigersi verso nord lungo l'avvallamento che
separava il colle di S. Pietro da quello di S. Donato cioè tra la
Cattedrale e il monumento al Petrarca. Con il crollo
dell'amministrazione romana e poi di quella bizantina, con il salire
dell'autorità dei vescovi diventati “defensores civitatis”, il
centro religioso di Arezzo posto sul colle di Pionta
diventò anche il centro politico e culturale. E tale si confermò
maggiormente
a partire dal sec. VIII (tempo di Liutprando) fino al tramonto del
potere feudale vescovile nel sec. XII. |