Unità d'Italia

 
   

 

 

 
 

 

 

 

Unità d'Italia

 

Quanto successe ad Arezzo nel 1882 è chiara riprova dell'entusiasmo degli aretini per le nuove prospettive aperte dal progresso scientifico e tecnico. Con grandissima solennità si celebrò il centenario della nascita di Guido Monaco; il giovane Ubaldo Pasqui pubblicò per l'occasione la sua Guida storico-artistica della città, la prima che abbia carattere scientifico. (Da questa riprendiamo e pubblichiamo la carta di Arezzo nel 1882). Per la stessa occasione si tennero in Arezzo un Concorso Agrario Regionale ed una Mostra Industriale. Il primo si tenne nella Piazza del Popolo - Palazzo di Badia - Edifici di Via Garibaldi di fronte alla Piazza del Popolo e si articolò in una vasta gamma di interessi taluni di modernissimo respiro: locomobili, trebbiatrici, sgranatrici, macchine e arnesi agricoli, animali da cortile e da colombaia, insetti utili, animali bovini, suini, ovini, equini, tettoie per paglia e foraggi, concimi, fiori.

La Mostra Industriale fu tenuta nei locali a pianterreno del grande edificio annesso alla chiesa di S. Ignazio e si articolò in industrie estrattive, industrie chimiche ed affini, alimentari, ceramica e vetraria, carta, tessili, arti usuali, liberali e belle arti, strumenti musicali. Al Teatro Petrarca fu più volte eseguito il Mefistofele di A. Boito, con intervento dello stesso compositore. A leggere il programma di tutte le celebrazioni che si tennero ad Arezzo nel settembre 1882 si rimane veramente meravigliati: concorso regionale di ginnastica, conferenze musicali, corse in tondo nell'anfiteatro del Prato, congresso internazionale di canto liturgico, esposizione di antichi libri di canto corale, spettacoli equestri, conferenze pedagogiche, concorso nazionale di strumenti musicali mostra didattica provinciale. Tutto culminò nell'inaugurazione del monumento a Guido Monaco. Uno spettacolo particolarmente sottolineato dai manifesti: “ Nelle prime dieci sere della festa la Piazza Umberto, la Via e la Piazza Guido Monaco saranno illuminate a luce elettrica. Arezzo, lì 21 luglio 1882. Il Sindaco: Avv. Ettore Nucci”.

Tra tanta luce una sola ombra: i manifesti ufficiali non menzionarono neppure una funzione religiosa. Forse è troppo il pretenderlo dalle anticlericali autorità cittadine del tempo, anche se si celebrava in fin dei conti un grande monaco! Si vollero però, da tutti, nella seconda metà dell'Ottocento, il restauro del tempio di S. Maria della Pieve, e, nei primi del Novecento, la nuova facciata della Cattedrale ed il restauro della Chiesa di S. Francesco. E in quest'ultimo tempio, riaperto al culto, si celebrò nei tristi anni della prima guerra mondiale, ogni domenica, la commovente e frequentatissima S. Messa del soldato.

                                                                                                                                                        

    (continua)